1 Piazza Carducci 2 Piazza del Duomo 3 Piazzetta San Martino 4 Complesso di Sant’Agostino 5 Piazza dello Statuto
6 Piazza XXIV Maggio 7 Pontile
Fra marmo, bronzo e acciaio specchiato, paesaggio e spazio si animano, nell’estate 2026 di Pietrasanta, di una tensione sorprendente. Inseguendo il movimento invisibile dell’aria, dell’acqua, del vento, le sculture di Gustavo Vélez vincono una sfida poetica e formale insieme: trasformare la gravità della materia in un’esperienza di leggerezza.
In una continua metamorfosi di pieni e di vuoti, le sculture si espandono e si slanciano verso l’alto, sospese in un momento di equilibrio fra più dimensioni. La perfezione formale del quadrato e del cerchio che in esso si inscrive è il punto di partenza e insieme d’arrivo di questo percorso dove la geometria non è mai fredda astrazione ma assunto per creare materia viva, attraversata da energia e movimento.
A Pietrasanta, laboratorio creativo e luogo d’elezione per Vélez, questo equilibrio assume un significato ancora più profondo. È equilibrio fra mare e montagna, fra l’orizzontalità mobile dell’acqua e la verticalità poderosa delle Alpi Apuane; fra la forza della pietra e il fluire mutevole della luce e del vento; fra la tradizione dell’eccellenza artigianale e il linguaggio contemporaneo. È qui, che le sculture di Gustavo Vélez, cercando, sul confine fra peso e leggerezza, le dimensioni dell’equilibrio, offrono a tutti noi la percezione di libertà.
Curatore della mostra
Gustavo Vélez nasce in Colombia nel 1975. Vive e lavora tra Medellín, nel cui atelier realizza le opere in acciaio, e Pietrasanta, dove dal 1996 sviluppa la maggior parte della sua produzione scultorea in marmo e bronzo, in dialogo con la tradizione artigiana del territorio.
La sua passione per la scultura si manifesta sin dall'infanzia. Affascinato dalla lavorazione della creta e di altri materiali, comprende presto che il suo percorso sarà legato all’arte. Durante gli anni della scuola secondaria affianca agli studi scolastici quelli di scultura presso l’Istituto di Belle Arti di Medellín, delineando sin da subito un orientamento preciso. A diciannove anni si trasferisce a Firenze per proseguire la sua formazione in storia dell'arte, disegno e scultura alla Scuola Lorenzo de' Medici, per poi stabilirsi a Pietrasanta, dove approfondisce le tecniche di lavorazione del marmo presso il laboratorio Palla Cavalier Ferdinando.
Dopo una prima fase figurativa, il suo linguaggio approda a un universo astratto fatto di forme geometriche pure realizzate in marmo, bronzo e acciaio. Sculture che sembrano fluttuare nello spazio, apparentemente prive di peso, giocando con la luce e la prospettiva: cubi, prismi e volumi essenziali capaci di restituire il dinamismo e l'armonia della forma, in un'estrema sintesi tra equilibrio, movimento e astrazione.
La sua ricerca ruota intorno all'esplorazione della forma nello spazio, in un processo di progressiva sintesi linguistica che conduce alla stilizzazione della forma. Una pratica che trae ispirazione dagli elementi della natura, affondando al tempo stesso le radici nella storia delle avanguardie del Novecento. In continuità con le esperienze del Costruttivismo e della scultura europea moderna, Vélez svincola la forma dalla rappresentazione per concentrarsi su struttura, ritmo e relazione spaziale. Le sue opere si configurano come volumi scultorei in cui la materia diventa protagonista, in un costante dialogo tra pieno e vuoto, staticità e dinamismo, monumentalità e leggerezza.
Alla fine degli anni Novanta, dalle forme geometriche emergono tracce organiche che riportano alla luce la materia di cui sono fatte: superfici morbide e levigate, spesso compresse o dilatate, attraversate da tensioni che ne rimettono in discussione la forma plastica con una sensibilità tutta contemporanea.
Nel 2013 espone per la prima volta nell'iconica Piazza del Duomo di Pietrasanta e nel Complesso di Sant’Agostino, dove presenta imponenti sculture in marmo, bronzo e acciaio, donando il bozzetto dell’opera Hipercúbicos, conservato nella collezione permanente del Museo dei Bozzetti. Anche in scala monumentale, le opere di Gustavo Vélez conservano la semplicità e l'eleganza della scultura primitiva. Forme dinamiche che sembrano spingersi verso l'alto, sfidando la forza di gravità, per elevare la materia verso l'infinito.
In Toscana, ha esposto anche in altre sedi quali: il Parco della Versiliana, Marina di Pietrasanta e il Museo Marino Marini di Pistoia. Altre esposizioni in Italia hanno interessato le città di Lucca, Forte dei Marmi e Viareggio.
Negli ultimi vent’anni, Gustavo Vélez ha esposto a livello internazionale tra America, Europa e Asia, consolidando una presenza significativa nel panorama della scultura contemporanea. Il suo lavoro è particolarmente radicato nel contesto asiatico, con mostre in Cina, Giappone, Corea, Emirati Arabi Uniti e Singapore. In Cina, ha esposto in importanti istituzioni museali, tra cui il Museo della Città Imperiale di Zhengzhou, e alcune sue sculture monumentali sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di città come Shenzhen e Nanjing, a testimonianza di un dialogo ormai consolidato con questo territorio.
Tra le mostre personali dedicate alla scultura monumentale, si segnalano: Monumentalis (2011-2012), una mostra itinerante ospitata da numerose istituzioni museali dell’Ecuador e della Colombia (Museo Archeologico e Contemporaneo di Guayaquil, Museo d’Arte Moderna di Cuenca, Museo d’Arte Moderna di Quito e Museo d’Arte del Tolima, in Colombia), Gustavo Vélez. Cartagena de Indias, Colombia (2015-2016), Gustavo Vélez, Musée Bernard Boesch (2021), Le Pouliguen (Francia), Forme e ritmi nella dimensione geometrica, Repubblica Dominicana (2022-2023) con opere installate in siti di Santo Domingo dichiarati Patrimonio dell’Umanità Unesco, e presso il Museo d’Arte Moderna di Santo Domingo, nonché nell’iconico spazio culturale Altos de Chavón a La Romana.
Nel 2023 Vélez è stato l’unico artista latinoamericano invitato alla Triennale di Scultura di Bad Ragaz (Svizzera) e di Vaduz (Liechtenstein), una delle più importanti rassegne di scultura monumentale in Europa.
Nel 2025, l’artista ha presentato la sua opera monumentale a Monterrey (Messico) esponendo sculture di grande formato in acciaio, bronzo e marmo. La mostra, allestita nel Parco Fundidora, è attualmente visibile nel rinomato Parco Rufino Tamayo.
Nel 2024 Gustavo Vélez riceve in Italia il Premio Fratelli Rosselli, prestigioso riconoscimento assegnato agli artisti che rappresentano in odo unico la città di Pietrasanta nel mondo.
In Colombia, suo paese d'origine, gli sono state conferite importanti onorificenze istituzionali, tra le quali l’Ordine del Gran Cavaliere e l’Ordine della Democrazia Simón Bolívar, attribuiti dal Congresso della Repubblica per il contributo alla diffusione dell’arte colombiana a livello internazionale. A questi si affiancano i riconoscimenti assegnati dal Governo della Provincia di Antioquia — tra cui la Stella d’Oro della Cultura e l’Ordine al Merito Civico e Imprenditoriale Maresciallo Jorge Robledo — e, nel 2019, quelli conferiti dal Comune di Medellín come la Medaglia Porfirio Barba Jacob e l’Ordine al Merito Don Juan del Corral, entrambi in grado oro.
Le opere di Gustavo Vélez sono presenti in molte collezioni permanenti di istituzioni pubbliche e private, in tutto il mondo. Tra le più rilevanti si segnalano l’ospedale Hiki a Utsunomiya e l’Akasaka Palace a Tokyo, il Raffles Hotel Shenzhen e il The Ritz-Carlton Nanjing, il Museo d’Arte Contemporanea di Guayaquil, l’Art Valley Seoul e, a Pietrasanta, il Museo dei Bozzetti e l'area dello svincolo autostradale Versilia.
Tra le principali collezioni private e istituzionali: il Marriott Hotel Panama, la Banco BHD, il Museo d’Arte Moderna della Repubblica Dominicana e la sede di Apple Inc. a San Diego (California). In Colombia, le sue sculture sono presenti in numerosi spazi pubblici e istituzionali come nella Pontificia Università Bolivariana e in alcune stazioni della metropolitana di Medellín, oltre a parchi pubblici e musei come il Museo d’Arte del Tolima a Ibagué.